Si rovina l’Italia con il consenso degli italiani?

4 10 2008

Umberto Eco su “L’Espresso ha sollecitato questa riflessione – provocazione. Che ne pensate?

Nei primi anni Cinquanta, Roberto Leydi e io avevamo deciso di fondare una società antipatriottica. Era un modo di scherzare sull’educazione che avevamo ricevuto durante l’infausta dittatura…

 Già da un po’ di anni si era sciolto il movimento dell’Uomo Qualunque che aveva sollecitato per un certo periodo sentimenti antiunitari, diffidenze verso una Roma corrotta e ladrona, o contro una burocrazia statale di fannulloni che succhiavano il sangue della brava gente e laboriosa. Non ci passava neppure per l’anticamera del cervello che atteggiamenti del genere sarebbero stati un giorno quelli dei ministri della Repubblica. Non avevamo avuto l’idea luminosa che per svuotare di ogni dignità e potere reale il parlamento bastava fare una legge per cui i deputati non venissero eletti dal popolo ma nominati prima delle elezioni dal capo. Ci pareva che auspicare un ritorno graduale alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni fosse idea troppo fantascientifica.Volevamo disfare l’Italia, ma gradualmente, e pensavamo ci volesse almeno un secolo. Invece ci si è arrivati molto prima, e oltre all’Italia si sta persino disfacendo l’Alitalia. Ma la cosa più bella è stata che l’operazione non è dipesa dal colpo di Stato di una punta di diamante, dei pochi generosi idealisti che eravamo, ma si sta realizzando col consenso della maggioranza degli italiani“.

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4 10 2008
Madini - Garioni

CON FERMANDO L’ANALISI DI UMBERTO ECO: LA POLITICA DEI “CIRCENSES”… CON SEMPRE MENO “PANEM”

di Lorenzo Madini – Angelo Garioni Sabadini

Sono passati quasi 5 mesi dal giuramento del governo Berlusconi quater (avvenuto l’8 maggio), e si può già delineare un primo parziale bilancio dell’azione di governo.
I sondaggi rivelano che il presidente del consiglio in carica gode di ampio consenso anche a distanza dalle elezioni. Eppure sfugge a chi scrive il motivo di tale consenso: la politica dell’attuale governo, infatti, non ha nemmeno sfiorato i veri problemi del Paese, soffermandosi invece di volta in volta su tematiche assai marginali per il bene comune se non, al contrario, irrilevanti per il bene comune ma importanti per il Presidente stesso.
Proviamo ad esaminare i provvedimenti finora adottati, e le relative campagne mediatiche.
Partiamo dagli ultimi: la riforma della scuola del ministro Gelmini. Mentre i giornali parlano di argomenti inconsistenti come il grembiulino, la Gelmini reintroduce il maestro unico e soprattutto taglia i fondi (-7%). In tutto questo, non una parola sull’università, sulla ricerca (dove siamo agli ultimi posti in Europa come investimenti), sugli specializzandi, sul livello di impreparazione degli studenti di oggi. A livello locale la gente cremonese ignora le devastanti conseguenze della riforma Gelmini. Il comune di Malagnino, ad esempio, aveva previsto di ricostruire le scuole ma visto il continuo alternarsi delle riforme, l’incertezza cronica delle politiche statali, ha deciso di sospendere l’iniziativa. Questo clima di indecisione porta quindi all’abbandono della politica scolastica pubblica rivolta ai nostri figli favorendo ovviamente le istituzioni private.
Poi c’è la vera emergenza dell’Italia: le prostitute nelle strade. Sembrava un assedio, per come i media ne hanno parlato. Eppure, pur non negando che sia un problema, viene spontaneo chiedersi che rilevanza abbia nel quadro generale. Il provvedimento del ministro Carfagna si rivelerà poi un bluff, visto che prevede fino a 15 giorni di detenzione per chi verrà arrestato: pena semplicemente inapplicabile, e quindi inutile e dannosa. Chissà cosa direbbe l’ex deputato Cosimo Mele sull’argomento…
Un altro tormentone estivo è stato quello di Alitalia. Meno male che si è raggiunto l’accordo: almeno i dipendenti non rimarranno per la strada. Ma a che prezzo, per la collettività!! Notiamo la sottile differenza: a fine marzo AirFrance avrebbe comprato Alitalia nel suo complesso, debiti compresi. Ricorderete che la trattativa fallì per le resistenze dei sindacati e per le affermazioni di Berlusconi su una fantomatica ‘cordata italiana’… materializzatasi (con calma) dopo 4 mesi e 300 milioni di euro. La Cai, però, si prenderà solo la porzione in attivo della compagnia, mentre i debiti saranno accollati allo Stato. Cioè a Pantalone. Ma che bel risultato, ma che bel rischio d’impresa! Tutto ciò mentre gli aerei di Stato sono messi a disposizione dei ministri su tratte improduttive (ricordiamo il volo Albenga-Roma su misura per il ministro Scajola).
Andiamo un po’ più indietro: tutti avrete sentito parlare del Lodo Alfano. Quella legge (peraltro l’unica passata dopo dibattito parlamentare, perché il resto sono stati decreti-legge… scavalcando di fatto il Parlamento in nome di un’inesistente urgenza) stabilisce l’impunità per i presidenti del Consiglio, della Repubblica e delle due Camere. Che Berlusconi fosse imputato in un processo attualmente in corso, chiaramente è una pura coincidenza. Si calpesta, inoltre, l’articolo 3 della Costituzione secondo il quale siamo tutti uguali davanti alla legge. E l’importanza che un tale provvedimento riveste per un signor Mario Rossi qualunque giustificava l’iter accelerato con cui è stato approvato e promulgato? Difficile pensarlo.
Vogliamo parlare delle emergenza immigrazione e sicurezza? La Lega ne ha fatto il suo cavallo di battaglia alle ultime elezioni. Pare, però, che gli sbarchi a Lampedusa continuino copiosi, nonostante i 5 miliardi di dollari (nostri) e le autostrade promessi a Gheddafi. Non sembra che la sicurezza dei cittadini sia migliorata, nemmeno con l’esercito nelle strade: chiara mossa di demagogia, poiché non si comprende come 3000 soldati circa possano dare manforte agli agenti di polizia (che sono 105mila) e carabinieri (112mila). Tanto più che, zitto zitto, il Governo taglia 3 miliardi di euro in 3 anni dal capitolo sicurezza: sembra quasi che dicano bianco, e facciano nero!
Poi c’è l’abile mossa propagandistica dei rifiuti a Napoli. “Emergenza risolta in soli 58 giorni”, titolavano gli house organs: senza dire che la spazzatura è sparita solo dal centro di Napoli, mentre nei sobborghi si vedono ancora cumuli di sporcizia, e la raccolta differenziata stenta a partire… A quando la prossima emergenza? Tutto questo mentre l’inceneritore di Acerra brucerà ecoballe tossiche, e mentre Bassolino non è stato rimosso dalla sua carica…
Infine, per non andare oltre, citiamo l’annuncio del ritorno al nucleare. Ovvero: mentre nel mondo la strada del nucleare viene progressivamente abbandonata perché costa molto e richiede tempi di di costruzione (e successivo smantellamento) lunghissimi, per non parlare dello smaltimento delle scorie e del rischio di incidenti… l’Italia progetta un nuovo programma nucleare, addirittura parlando di centrali di IV generazione che non esistono ancora nemmeno sulla carta. Non una parola, invece, sull’efficienza energetica e sull’uso delle rinnovabili, misure che in pochi anni potrebbero dare risultati concreti.
In tutto questo, qualcuno ha per caso sentito parlare di ciò che veramente può interessare agli Italiani e non solo alla casta? Ad esempio di politica economica, manovra finanziaria, riduzione delle tasse, rilancio dello sviluppo, occupazione, lotta al precariato? Di ridare dignità e fondi alle forze dell’ordine ed ai Vigili del Fuoco, che spesso devono fare acrobazie per permettersi il carburante dei loro veicoli? A noi non sembra: più importante, chiaramente, è sprofondare l’Italia in un buco nero senza fine come l’impresa del Ponte sullo Stretto.
Il problema di questo governo e della maggioranza parlamentare che lo sostiene è di ordine culturale. La politica intrapresa da Berlusconi si basa sul fornire alla società una continua tensione generata dallo stato perenne di crisi.
Ogni giorno i mezzi di comunicazione, soprattutto quelli televisivi fedeli al governo nella loro maggioranza, ci comunicano notizie angoscianti e preoccupanti di continue crisi: bollini rossi, neri, emergenze, fallimenti vari… Vorremmo chiedere ai lettori, ai cittadini: quanti di voi hanno avuto la reale sensazione che la nostra vita nella società sia cambiata? Spesso a Cremona negli ultimi tempi si sentono sempre più discorsi basati sulla paura verso l’estraneo, l’immigrato. Spesso noi sentiamo che la città non è sicura di sera… Eppure chi scrive ricorda i propri vent’anni a passeggiare per la città alle tre di notte, ed i trenta odierni sempre nella stessa piazza… Nulla è cambiato, senonché oggi, bombardati dalle continue emergenze, riesce spontaneo sospettare anche del povero pensionato che porta il cane a passeggio. Vogliamo davvero vivere così male? Oggi Berlusconi vuole e pretende nuovi poteri… non gli bastano mai. Continua con i suoi piagnistei: “non posso risolvere i problemi dei cittadini perché ho le mani legate…” Non sarà mica invece che non può risolvere i problemi perché non ha idee che rispecchino il bene comune? Ha governato ormai da quasi dieci anni (2+5+1), ma la nostra vita è migliorata?
Insomma: mentre il governo ci tiene buoni con i ‘circenses’, gli italiani hanno sempre meno ‘panem’ da mettere sotto i denti.

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