Si rovina l’Italia con il consenso degli italiani?

4 10 2008

Umberto Eco su “L’Espresso ha sollecitato questa riflessione – provocazione. Che ne pensate?

Nei primi anni Cinquanta, Roberto Leydi e io avevamo deciso di fondare una società antipatriottica. Era un modo di scherzare sull’educazione che avevamo ricevuto durante l’infausta dittatura…

 Già da un po’ di anni si era sciolto il movimento dell’Uomo Qualunque che aveva sollecitato per un certo periodo sentimenti antiunitari, diffidenze verso una Roma corrotta e ladrona, o contro una burocrazia statale di fannulloni che succhiavano il sangue della brava gente e laboriosa. Non ci passava neppure per l’anticamera del cervello che atteggiamenti del genere sarebbero stati un giorno quelli dei ministri della Repubblica. Non avevamo avuto l’idea luminosa che per svuotare di ogni dignità e potere reale il parlamento bastava fare una legge per cui i deputati non venissero eletti dal popolo ma nominati prima delle elezioni dal capo. Ci pareva che auspicare un ritorno graduale alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni fosse idea troppo fantascientifica.Volevamo disfare l’Italia, ma gradualmente, e pensavamo ci volesse almeno un secolo. Invece ci si è arrivati molto prima, e oltre all’Italia si sta persino disfacendo l’Alitalia. Ma la cosa più bella è stata che l’operazione non è dipesa dal colpo di Stato di una punta di diamante, dei pochi generosi idealisti che eravamo, ma si sta realizzando col consenso della maggioranza degli italiani“.





Italia del tutto impreparata al fall out nucleare: che ne pensi?

23 08 2008

L’incidente del 4 giugno 2008 alla centrale nucleare di Krsko (Slovenia) è stato più di un campanello d’allarme. Pur non essendovi, secondo fonti
ufficiali, conseguenze essendo la contaminazione radioattiva stata circoscritta all’interno della centrale, lo stato di allerta scattato a livello europeo ha fatto sorgere più di qualche dubbio su cosa sia effettivamente successo.
Greenaction Transnational, subito dopo l’incidente ha avviato una campagna per accertare quale è il livello di sicurezza che in Italia viene garantito alla popolazione per le emergenze radiologiche.
L’inchiesta si è svolta nella regione Friuli Venezia Giulia, ovvero la regione italiana che confina con la Slovenia e che verrebbe per prima e più pesantemente colpita dal fall out, e a Trieste, ovvero la città italiana più vicina alla centrale di Krsko.
L’inchiesta, che ha portato alla luce un quadro desolante , è utile per comprendere la nuova politica nucleare annunciata dal governo italiano. Per ogni centrale nucleare – e fin dal progetto iniziale – dovranno essere garantite opportune misure di sicurezza che partono dalla predisposizione dei piani di emergenza, alla costruzione dei rifugi antiatomici, alla predisposizione dei centri di decontaminazione per le persone irradiate, ecc. Tutto questo ha un costo molto elevato che, come il caso Krsko dimostra, l’Italia non vuole effettivamente sostenere preferendo lasciare i propri cittadini indifesi di fronte alle emergenze radiologiche.
Le conseguenze di un grave incidente alla centrale di Krsko con fusione del nocciolo del reattore sono ben spiegate nel recente studio Dott.Giuseppe Nacci (specialista in Medicina Nucleare) “La minaccia della centrale atomica di Krsko” .
In caso di fall out per incidente a Krsko e con venti di 100 Km/h da est la nube radioattiva raggiungerebbe Venezia in 4 ore estendendosi poi all’intero Veneto, al Trentino Alto Adige e all’Emilia Romagna.
La regione più colpita sarebbe ovviamente il Friuli Venezia Giulia direttamente confinante con la Slovenia. Circa 12 milioni di persone si troverebbero esposte in Italia nell’arco di 24 ore a dosi di radioattività da 100 a 250 RAD.
Greenaction Transnational ha già provveduto a presentare una prima denuncia alla Commissione Europea per la violazione da parte dell’Italia delle norme Euratom ed ora si appresta a presentare una petizione al Parlamento Europeo per chiedere che anche i cittadini italiani possano godere degli stessi livelli di protezione nei confronti delle emergenze radiologiche che vengono garantiti agli altri cittadini europei.





Georgia e interesse americo – israeliano: la verità, per la precisione

11 08 2008

A proposito di Georgia: bisogna dirle le cose con chiarezza. Leggiamo sul Corriere e su Repubblica che non solo gli USA ma direttamente Israele hanno contribuito al riarmo (a pagamento, con dollari USA) della Georgia. I soliti si infilano immediatamente in tutti gli staterelli ove gli USA aprono la strada, si veda il Kurdistam iracheno.
Secondo punto: si nasconde o si minimizza il fatto che sono stati i georgiani ad attaccare per primi, e che un’intera città, la capitale dell’Ossezia è stata rasa al suolo e poi occupata dalle truppe del folle georgiano, prima di essere raggiunta dai russi. Nelle gigantografie fotografiche si vedono le vittime piangenti dei bombardamenti russi (uguale tecnica in Medio Oriente, dove un caduto ebreo occupa dieci volte più spazio di una famiglia palestinese massacrata in casa), mentre Bush, che ha l’incredibile faccia di bronzo di intimare a Putin di “rispettare i confini”, viene presentato come un apostolo della pace .
La tragedia per le nazioni europee è che è stato ucciso alla radice il dibattito politico, soprattutto in campo internazionale e, come ben sanno da secoli gli studiosi di politologia, la politica estera è l’essenza della politica.
E’ ridicolo immaginare che un Berlusconi, un Veltroni, un Bossi, un Casini possano davvero fare “politica” cioè fare delle scelte che facciano uscire il paese dallo stato di colonia cui è ridotto (anche nelle scelte economiche, ovviamente): non ce n’è uno che, al di là di sventolii rituali di bandiere italiane, celtiche, padane o da fiera paesana, abbia il coraggio di dire che al di sopra di tutto ci sono gli interessi nazionali.
Tra non molto i megafoni della propaganda scateneranno l’attacco all’ennesimo “nuovo Hitler” , cioè Putin. Appena avranno regolato i conti con Ahamadinejad. E noi, che avremmo tutto l’interesse a stare con la Russia e il mondo arabo che non ci minacciano affatto, anzi rappresentano una eccellente possibilità per il futuro, andremo invece a rimorchio dell’asse americano istraeliana.
Per interessi che non sono quelli dei nostri figli.





C’è modo di ridurre gli sprechi della Pubblica amministrazione? La perdita di miliardi di lire con i filobus è una vergogna, e ce ne sono tante altre…

24 09 2007

Un lettore ci manda una e.mail nella quale scrive testualmente: ” Ho letto davvero scandalizzato che un sito svizzero denunci l’incoerenza delle giunte Bodini e Corada nel consentire la cancellazione delle ecologiche linee ferroviarie e nel contempo lamenti l’indifferenza con la quale si lasciano andare alla malora investimenti da miliard di  lire in filobus Siamo di fronte a una quantità di sprechi diretti o indiretti delle amministrazioni pubbliche, tali da far rabbrividire il cittadino che paga le tasse. Sul Vascello c’è l’esempio del Cambonino, e degli impianti sportivi andati alla malora, le conferme dello spreco – a proposito complimenti per le vostre inchieste – a Cremona e altrove sono infiniti e non riguardano soltanto opere che potremmo chiamare del regime, costruite soltanto per tagliare un nastro tricolore davanti alla telecamere, pensiamo ai giardini pubblici di Cremona, alla pensilina e così via, opere costruite e subito dopo abbandonate al loro destino, ma valutiamo anche l’organizzazione e gli organici delle pubbliche amministrazioni dove non si ha la vogliao di intervenire e tagliare, ma dove si è pronti a trovare le strade per aumentare gli stipendi ai dirigenti che manager non sono a spesso vicini agli apparati politici certamente sì. Non c’è proprio una via d’uscita per sgravare noi cittadini di un fardello diventato insostenibile e pari se non superiore a quello  della “casta”?”.Il quesito è serio. I lettori del blog hanno qualcosa da aggiungere? 





Ciao amici del Vascello

18 09 2007

Benvenuti a WordPress.com. E’ da questo sito che “Il Vascello”, quotidiano on line di Cremona, riapre le discussioni dei suoi lettori.